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L’iniziativa della Mostra su “Vecchie e nuove epidemie” si colloca all’interno di un progetto che mira a divulgare la conoscenza sul rapporto tra mobilità internazionale e salute. Il mondo in cui viviamo è caratterizzato dalla mobilità di uomini e merci. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo (UN-WTO) sono oltre 800 milioni gli arrivi internazionali che si registrano ogni anno. Oltre il 50% di tali arrivi è dovuto al turismo.
L’emigrazione dai paesi a basso-medio reddito verso i paesi ad alto reddito sta assumendo una dimensione di massa.
Entrambi questi fenomeni comportano importanti aspetti sul piano sanitario e costituiscono l’oggetto della Travel Medicine, disciplina sviluppatasi negli ultimi decenni, anche grazie al mio contributo sul piano culturale e scientifico. Nel 1983 infatti ho creato la Società Italiana di Medicina del Turismo la prima società al mondo in questa disciplina. Nel 1988 l’Organizzaazione Mondiale della Sanità ha attribuito al mio Centro la designazione di Centro Collaboratore nel campo della Travel Medicine (WHO Collaboratine Centre for Tourist Health and Travel Medicine). In qualità di responsabile di tale Centro ho organizzato in questi anni otto congressi Nazionali e nove Congressi Internazionali cui hanno partecipato complessivamente migliaia di colleghi provenienti da ogni parte del mondo. Dal 1988 è stata realizzata ogni anno l’edizione italiana del libro “Viaggi internazionali e salute”. A beneficio dei medici italiani ho scritto i volumi “Viaggi e salute dall’Afganistan allo Zimbabwe”, “In salute attorno al mondo”, “Viaggi, salute & sicurezza paese per paese”, “Vaccinare gli adulti: chi, quando, perché”, “Il medico ed il paziente immigrato” distribuito ciascuno ad oltre 70 mila medici grazie alla collaborazione con Alfawasserman. Sempre ai medici di medicina generale ed ai medici di sanità pubblica, è destinata l’edizione annuale del libro “Viaggi e salute nei 5 continenti”. Questo grande patrimonio di conoscenze acquisite in tanti anni deve poter essere trasmesso alle nuove generazioni attraverso l’insegnamento universitario ed il coinvolgimento delle Università . Non vi è dubbio che la globalizzazione economica stia trasformando profondamente la società in tutti i suoi aspetti. Non vi è dubbio che la sanità internazionale rappresenti oggi una materia di fondamentale importanza nel bagaglio culturale del futuro medico.
La mostra “Vecchie e nuove epidemie” intende dimostrare che la Travel Medicine ha basi antiche. La mostra infatti mette in evidenza come anche le grandi epidemie del passato sono state profondamente legate ai viaggi via mare e via terra, agli spostamenti di uomini (viaggiatori, marinai, soldati), di animali e di merci. Anche le epidemie della nostra epoca sono profondamente correlate alla mobilità delle persone. “Ogni epidemia – ci ricorda l’Organizzazione Mondiale della Sanità – in qualsiasi parte del mondo si verifichi è a sole poche ore di distanza da noi”. Questa mostra dunque inizia il suo percorso nel luogo più simbolico esistente in Italia: l’ex Lazzaretto di Ancona, splendido monumento di sanità pubblica, capolavoro architettonico del Vanvitelli, intende proporsi alle università italiane per coinvolgere docenti e discenti in un progetto di trasformazione e di aggiornamento del curriculum di studi universitari che contempli la possibilità per lo studente di famigliarizzarsi con la sanità internazionale. I patrocini del Presidente della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ministero dei Beni Culturali, Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali sono certamente di buon auspicio per il successo di questa operazione.
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